1. Scopo

La presente procedura stabilisce come Nuova Agile Technology srl integra la sicurezza nel ciclo di vita dello sviluppo software (Secure SDLC), governa i cambiamenti ai propri sistemi, gestisce le vulnerabilità tecniche e le patch, e presidia logging e monitoraggio. L'obiettivo è garantire che i prodotti — sia in licenza d'uso installati sui server dei clienti (on-premise), sia il SaaS multi-tenant in cloud — siano progettati, sviluppati, rilasciati e mantenuti in modo da ridurre vulnerabilità e proteggere i dati, e che ogni cambiamento avvenga in modo controllato e tracciabile. Soddisfa i requisiti di sicurezza nell'acquisizione, sviluppo e manutenzione previsti dall'art. 24 del D.Lgs. 138/2024 (NIS2).

2. Ambito

Si applica a tutte le attività di analisi, progettazione, codifica, test, rilascio e manutenzione del software, e ai relativi cambiamenti, vulnerabilità, patch e log su: ambienti cloud (Aruba IT, Hetzner DE), configurazioni di rete e di sicurezza, servizi SaaS multi-tenant e prodotti on-premise presso i clienti, dipendenze e librerie di terze parti, pipeline di build/deploy, integrazioni con piattaforme AI via API (es. LLM Anthropic) ed endpoint (PC portatili cifrati). Riguarda tutto il personale tecnico (9 dipendenti, 2 collaboratori esterni a P.IVA) ed eventuali fornitori che contribuiscono allo sviluppo. L'attività si svolge esclusivamente da PC portatili cifrati, senza alcun server in sede.

3. Riferimenti

4. Ruoli e responsabilità

RuoloResponsabilità
Presidente / Direzione (Silvia Garretto)Approva la procedura e assegna le risorse; autorizza i cambiamenti ad alto impatto e le finestre di rilascio critiche; approva tempistiche di rimedio e deroghe motivate.
RSGSI (Massimo Tagliavini)Mantiene la procedura, verifica che i cambiamenti e le vulnerabilità rilevanti siano valutati nel rischio e documentati, controlla il rispetto dei tempi di rimedio e registra le non conformità.
Resp. IT/Sicurezza (Simon Fattori)Definisce gli standard tecnici; gestisce code review, analisi e prioritizzazione delle vulnerabilità, patch e test; valuta e attua i cambiamenti con il piano di rollback; esegue la revisione di log e accessi.
Sviluppatori (dipendenti e collaboratori)Applicano le regole di codifica sicura, eseguono test e gestiscono le segnalazioni di vulnerabilità.
Richiedente del cambiamentoApre la richiesta di cambiamento (RFC) descrivendo finalità e impatto atteso.
DPO (consulente esterno)Valida i requisiti di privacy by design quando si trattano dati personali.

5. Sviluppo sicuro (Secure SDLC)

5.1 Requisiti e progettazione sicura

5.2 Codifica sicura e dipendenze

5.3 Test di sicurezza e separazione degli ambienti

5.4 Componenti di intelligenza artificiale

L'uso di API LLM esterne è valutato per i rischi su confidenzialità dei dati inviati e affidabilità degli output; i dati personali e riservati inviati ai servizi AI sono minimizzati e protetti coerentemente con i contratti e i DPA dei fornitori.

6. Gestione dei cambiamenti

  1. Richiesta (RFC). Il richiedente apre una richiesta di cambiamento descrivendo obiettivo, sistemi coinvolti, impatto atteso e urgenza.
  2. Valutazione di impatto e rischio. Simon Fattori classifica il cambiamento (standard a basso rischio / normale / emergenza) e ne valuta gli effetti su sicurezza, dati personali e continuità; i cambiamenti rilevanti sono registrati nel modulo "Rischi" ove pertinente.
  3. Autorizzazione. I cambiamenti standard a basso rischio sono approvati da Simon Fattori; quelli normali ad alto impatto richiedono l'autorizzazione della Direzione. Va sempre definito un piano di rollback.
  4. Test in ambiente separato. Le modifiche software sono validate in ambienti di sviluppo/test separati dall'esercizio (A.8.31), con test funzionali e di sicurezza (A.8.29) prima del rilascio.
  5. Attuazione. Il cambiamento è applicato in una finestra concordata; per il SaaS si privilegiano rilasci controllati. Per i prodotti on-premise, l'azienda fornisce ai clienti note di rilascio e indicazioni di aggiornamento, nel rispetto degli obblighi contrattuali di supply chain.
  6. Verifica post-cambiamento. Si verifica il corretto funzionamento e l'assenza di effetti collaterali; in caso di esito negativo si attiva il rollback.
  7. Chiusura. Esito e documentazione sono registrati; eventuali anomalie alimentano non conformità e azioni correttive.

6.1 Cambiamenti di emergenza

Per cambiamenti urgenti (es. mitigazione di una vulnerabilità critica), l'attuazione può precedere l'autorizzazione formale, ma deve essere documentata a posteriori entro il giorno lavorativo successivo e ratificata dalla Direzione.

7. Gestione delle vulnerabilità e delle patch

7.1 Identificazione

7.2 Valutazione, prioritizzazione e tempi di rimedio

7.3 Rimedio (applicazione delle patch)

7.4 Verifica, chiusura e registrazione

8. Logging e monitoraggio

In assenza di server in sede, i log dei servizi cloud sono la principale fonte di visibilità. Il logging è attivo su tutti i servizi critici (posta, console Aruba/Hetzner, repository, piattaforme AI, password manager, prodotti SaaS), con orari di riferimento coerenti (Europe/Rome o UTC documentato) per correlare gli eventi.

  1. Verifica giornaliera rapida. Controllo degli avvisi di sicurezza automatici dei fornitori (nuovi accessi, login da nuovi dispositivi/paesi, blocchi MFA); ogni avviso è da valutare, non da ignorare.
  2. Revisione settimanale degli accessi. Esame dei log di autenticazione dei servizi critici cercando login falliti ripetuti, accessi da località/orari inusuali, accessi notturni non giustificati, sessioni o dispositivi non riconosciuti.
  3. Controllo dei cambiamenti privilegiati. Verifica di modifiche a ruoli/permessi, creazione di account, generazione/rotazione di chiavi API e token; ogni cambiamento deve essere riconducibile a una richiesta legittima.
  4. Log dei prodotti SaaS. Controllo degli audit log applicativi per accessi anomali ai dati dei clienti ed errori ricorrenti.
  5. Correlazione degli eventi. A fronte di un'anomalia si ricostruisce la sequenza tra servizi diversi usando orari allineati, per distinguere un evento singolo da una catena.
  6. Conservazione e protezione dei log. I registri non sono modificabili dagli utenti finali e sono conservati per un periodo adeguato secondo le impostazioni dei fornitori [da verificare rispetto alla policy di retention interna].
  7. Documentazione della revisione. Si annotano data, servizi controllati, anomalie rilevate ed esito (chiusa come falso positivo o escalata a incidente) nel registro delle revisioni.

In presenza di accesso non autorizzato confermato o sospetto, chiave compromessa o attività anomale sui dati dei clienti, si avvia la Procedura di Gestione degli Incidenti (referente: Simon Fattori); per incidenti che possono ricadere sotto NIS2 si rispettano i tempi di notifica al CSIRT Italia (pre-allarme 24h, notifica 72h, relazione finale 1 mese).

9. Controlli ISO collegati e riferimenti NIS2

10. Registrazioni ed evidenze

11. Riesame e versionamento

La procedura è riesaminata almeno annualmente o a fronte di cambiamenti tecnologici significativi, nuove minacce, modifiche del processo di rilascio o degli strumenti di scansione, cambiamenti del parco software o requisiti contrattuali dei clienti. Versione corrente: 2.0, approvata dalla Presidente. Le revisioni sono tracciate nel sistema documentale del SGSI a cura del RSGSI.